21 Marzo 2026
Un saluto e questi occhi che leggono. Tra queste righe troverete la presentazione del mio secondo album.
Era il 2023 quando cominciai a dedicarmi al brano “Ceramiche”. È consuetudine quando si va in studio per iniziare a produrre, registrare la traccia guida. Uno scheletro su cui lavorare e vestire il pezzo. Immaginavo sto artigiano che con le sue mani lavora l’argilla per creare piatti, bicchieri, posaceneri… eh sì, perché ai corsi di ceramica solitamente si inizia proprio da questi di base. E la mia domanda era: ma perché se con l’argilla puoi farci qualsiasi forma, con il solo limite della fantasia, ci si limita al classico vasetto?

Quando realizzai la traccia guida, il file appariva sul computer come Ceramiche guida. L’ho trovato interessante come concetto… una guida alle ceramiche. I punti salienti di un’esistenza dettati da una società che non ha ancora fatto i conti con i lati tossici.
Con questo album si chiude un altro periodo di studio amatoriale del mio tessuto sociale, relazionale e del mio dialogo introspettivo. In una società composta da individui anestetizzati, svuotati e impauriti; persone schiave del paradigma performativo, alla ricerca continua di un posto in questo mondo liquido. Fatichiamo a creare e vivere una reale comunità, fatta di umanità ed emozioni condivise. Questa consapevolezza ha lo scopo di dar voce al mio desiderio di porre fine alla cultura dell’eccesso. Sostare per essere presenti, ricordando che spesso il meno è più.
Mentre scrivo ho davanti il CD fisico, con la tracklist. Mi saltano all’occhio un paio di brani e mi ricordo dei barlumi che mi fecero iniziare ognuno di essi.

Quel periodo c’era stato un boom mediatico di SpaceX e del progetto di Elon Musk su Marte, me fanno un po’ strano queste missioni per arrivare alle stelle. Puntiamo alle stelle e non curiamo il nostro mondo, il nostro spirito… e se per caso a contare scopri che le stelle sono finite? Come ci resterai a renderti conto di essere un uomo finito, che morirà? Era un po’ il flash con cui partì Acufene.

Sto riflettendo su quel che ho scritto e non lo facevo da tanto. Una volta che pubblichi e poi canti i brani live, diciamo che per te cambiano un po’ di intenzione. A prendermi questo momento mi rendo conto di quanto è cambiato ancora, e sono contento di essere riuscito, a modo mio, a uscire fuori dall’abitudine e da qualche paura.
Mi intenerisce percepire, oggi, di quanto la relazione con l’altro sia stata per me da sempre motivo di ricerca, domande, messa in discussione. Dinamiche per misurarsi e misurare. Che ballo, che danza. Ma se prima mi annoiavo, adesso ho qualche sorriso e certezza in più.
Le foto che accompagnano questo articolo le ha scattate quel mio amicone di Luigi Cerbone. Eravamo in campagna, periodo strano e fertile allo stesso tempo. La copertina è stata invece realizzata da Antar che saluto e mando un bacio.

Tracklist
Ascolta l’album completo su YouTube Ceramiche Guida
Potete trovare questo album su tutte le piattaforma digitali.
Come lo ha raccontato Stefania Buonaguidi:
Ceramiche guida è il nuovo album di Avarello, cantautore giunto alla sua seconda prova discografica — opera che si inserisce a pieno titolo nel cantautorato più intimista e disincantato, voce del disagio di una generazione suo malgrado cresciuta in una società frammentata, veloce e performativa, dove la difficoltà principale è fermarsi e guardarsi dentro.
9 brani che sono un proseguimento dell’analisi sociale e introspettiva iniziata nel 2021 con l’esordio Mentre ballo mi annoio, qui affinata maggiormente partendo dall’assunto metaforico che gli esseri umani sono artigiani di se stessi, forgiatori di forme fragili come ceramiche, che celano un vuoto da riempire inseguendo l’abitudine, le zone di comfort, le guide relazionali e sociali che alla lunga si rivelano limitanti e fonte di frustrazione esistenziale.
Un lavoro delicato e complesso, che offre molteplici spunti di riflessione sui tempi attuali e, al contempo, ripropone in una veste sorprendentemente moderna la musicalità immortale del nostro storico pop d’autore, con una capacità interpretativa e un’impronta personale ricca di sensibilità umana e poetica.
(Testo a cura di Stefania Buonaguidi)