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Mentre ballo mi annoio

15 Marzo 2026

Eccoci qua, un saluto a te che stai leggendo. Questo che presento è il mio primo album, scritto nel lontano 2019, credo. Vivevo nella mia amata Perugia, frequentavo il corso di Economia Aziendale e bevevo forte ogni sera, tra un mercoledì rock e qualsiasi altro motivo che mi portasse dal primo bangla a comprare ventisette birre da 66. Ho suonato veramente tanto con la mia chitarra per strada in quel periodo. Ho perfettamente l’immagine delle scalette di piazza IV Novembre colma di gente e io insieme ad altri matti a cantare con le vene del collo che esplodono. Era catartico e liberatorio. Anche da queste situazioni è nato.

Mentre ballo mi annoio, come una necessità, quasi una terapia. Ogni canzone tutt’ora mi riporta a momenti precisi, a conversazioni profonde, con anime belle che hanno avuto la pazienza di ascoltare e di aprirsi davvero. Volevo essere un cazzo di cantautore, volevo essere vero, volevo mettermi a nudo, mettere sul tavolo le viscere e dire “prego, cibatevi”. Volevo dare forma a pensieri e inquietudini che portavo con me. Volevo capire.

Mentre scrivo, il mio cervello riprende volti e momenti passati, sorrido, faccio caso ai cambiamenti, al riposizionamento dei pensieri, questo rapporto tra me e Musica.

Smontarsi in pezzi per poi ricostruirsi, alla ricerca di quella parte d’inferno che inferno non è. Fare i conti con le cose della vita e barcamenarsi in questo continuo circolo di tensioni e distensioni. Farsi le giuste domande per continuare la storia.

In questo album, l’inizio di un percorso, la rottura.

Mentre ballo mi annoio. Come Franco (che poi sono io, che poi forse siete anche voi), che vorrebbe fare cento cose ma si perde in un bar tra indigestioni d’amore e ubriacature con sconosciuti, sfumando in questo mare in tempesta e implorando qualcuno di rallentare.

“Un disco per cancellare le liste delle spese mai fatte, la somma delle parole non pronunciate, le notti passate a ricamare linee tra nei che ora non ci appartengono più. Un disco da cantare sottovoce all’orecchio della persona che eri, per ricordarti che di strada ne hai fatta. Un disco che possiede a tal punto il retrogusto della tradizione da odorare di futuro, che come il pane fresco non passerà mai di moda perché sa di casa, di orti estivi e di vite che sembrano cocci aguzzi di bottiglia mentre Avarello, come un fachiro indemoniato, ci balla sopra.”
(Parte scritta da Manuel Apice, un amico che saluto)

Detto questo, ragazzi, questa è la tracklist. Ascoltatevelo, vi metto il link youtube per andarvelo a recuperare, ma potete trovarlo su tutte le piattaforme digitali.

Tracklist:

  1. Universo Personale
  2. Indigestione
  3. Le cento cose
  4. Franco
  5. Sconosciuti al bar
  6. Sfumare
  7. Preferirei rallentare

Durata: 25 minuti e 2 secondi

Ascolta l’album completo su YouTube

Potete trovare questo album su tutte le piattaforma digitali.

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